Classificazione dell’insufficienza venosa cronica: ad ogni stadio la giusta compressione

L’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori è una malattia evolutiva, che può presentare diverse manifestazioni cliniche: da una lieve dilatazione dei capillari, alla presenza di varici ed edema, alle alterazioni del trofismo cutaneo, fino alla formazione di ulcere nei casi più severi. Per una corretta definizione di questa patologia, le linee guida internazionali (Gloviczki P et al J Vasc Surg 2011;53:2S-48S) raccomandano l’utilizzo della classificazione CEAP, che permette di valutare la patologia con precisione, obbiettività e accuratezza sulla base di quattro parametri: clinica, eziologia, anatomia, e patogenesi (tabella I). Tabella I. Classificazione Clinica CEAP insufficienza venosa cronica classificazione-CEAP L’elastocompressione ha un ruolo fondamentale nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica. In base alla severità della patologia, sono indicati differenti tipi di elastocompressione. Le calze elastiche vengono divise in due categorie, preventive o di supporto e terapeutiche; in base all’entità della compressione vengono inoltre distinte in quattro differenti classi. In presenza di teleangectasie, edemi declivi e piccole vene reticolari, c’è indicazione a portare delle calze elastiche preventive. Le vene varicose associate o meno ad edemi declivi, la presenza di alterazioni del trofismo cutaneo o di ulcere venose, richiede invece di utilizzare una calza terapeutica.

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